Storia

Fondata il 5 agosto 2013, la SSD FIDELIS ANDRIA 1928 srl è la principale società calcistica di Andria e ne eredita la tradizione sportiva ed il blasone.

 

A.S. Fidelis Andria

Nel 1928 la U.S. Francesco De Pinedo è stata per la prima volta affiliata ufficialmente alla Federazione Italiana Giuoco Calcio: negli anni successivi, sotto varie denominazioni (OND, NUFFrecce Nere) parteciperà ai campionati regionali pugliesi.

Al termine del secondo conflitto mondiale, la società viene rifondata nel as-andria-19711948 sotto la denominazione A.S. Andria: nei successivi trenta anni toccherà a tale compagine rappresentare la città di Andria fino al 5 marzo 1978 allorché, in seguito ai gravi incidenti verificatisi al termine della gara di campionato Andria-Potenza il testimone passerà nelle mani della A.S. Fidelis Andria.

giocatorePrecedentemente costituitasi nel 1971 con precipue finalità giovanilistiche, la Fidelis Andria legherà indissolubilmente il proprio nome al periodo più fulgido del calcio andriese: nel giro di 14 anni, infatti, sotto la guida delle famiglia Asseliti prima e Fuzio dopo, si passa rapidamente e per il tramite di sei promozioni dalla seconda categoria (ottava serie nazionale) della stagione 1978/79 alla Serie B nella stagione 1992/93 che sarà poi mantenuta fino al 1998/99 (ad eccezione della trionfale parentesi in Serie C/1 nel campionato 1996/97).

La rocambolesca retrocessione rimediata nel confronto diretto di Terni il 13/06/1999 condizionerà i successivi anni di vita della Fidelis targata Fuzio che nel giro di due stagioni torna addirittura in Serie C/2 (da dove 15 anni prima era partita la scalata al calcio che conta); nella stagione 2004/05 si assiste dunque al canto del cigno di questa splendida favola: nonostante la sofferta salvezza conquistata sul campo in C/1 (cui si era arrivati per ripescaggio nella stessa stagione) al termine del play-out con il Vittoria, la Fidelis non si iscrive al successivo campionato.

 

A.S. Andria BAT

as-andria-1971Nel luglio 2005 viene dunque costituita una nuova società denominata A.S. Andria BAT che, grazie al c.d. lodo Petrucci, consente alla città di Andria di ripartire dal campionato di Serie C/2. Nata sicuramente con buoni propositi, la nuova società in realtà regalerà ben poche gioie agli sportivi andriesi: al di là della positiva stagione 2008/09 sotto la guida della famiglia Attimonelli (conclusasi con il ripescaggio in C/1), infatti, al termine della scellerata stagione 2012/13 la A.S. Andria BAT sarà cancellata dai ruoli federali e la città di Andria perderà il diritto di essere rappresentata nel calcio professionistico dopo 29 anni di ininterrotta presenza.

 

gellery-2Il 5 agosto 2013, come detto, al termine di un paziente e proficuo lavoro sottotraccia condotto da Giuseppe Chieppa (Assessore allo Sport) e Nicola Giorgino (Sindaco) viene formalizzata alla presenza del notaio Fucci ad Andria la rinascita della Fidelis Andria: i cinque soci (Francesco LotitoFrancesco Fiore, Giovanni Lorusso, Sebastiano Acquaviva Riccardo Bruno) mettono insieme in pochi giorni le garanzie tecniche ed economiche per poter chiedere alla FIGC la iscrizione in sovrannumero al campionato regionale di eccellenza pugliese che puntualmente sarà ufficializzata con delibera del presidente federale Abete in data 08/08/2013.

 

Semper Fidelis

Il campionato di Eccellenza parte con grande entusiasmo sia da parte del nuovo sodalizio che dell’intera piazza andriese tanto che per ogni gara il “Degli Ulivi” mostra grande attaccamento e numeri impressionanti.

fidelis-andria-logoI risultati, così, non tardano ad arrivare e dopo un’intera stagione trascorsa ai vertici della classifica, la Fidelis è costretta a disputare i play-off per accedere al campionato di serie D.
Anche in questo caso l’ostacolo è superato brillantemente grazie all’oculato lavoro dello staff tecnico e soprattutto dell’intera dirigenza che così può festeggiare la sua prima promozione dopo un solo anno di vita. Per la Fidelis e per i suoi tifosi si spalancano le porte della serie D! Un campionato che ai più appare difficile e ricco di insidie. Ancora una volta, però, la forza di un gruppo vincente, passionale, determinato e caparbio ha fatto sì che si potesse conquistare la seconda promozione nel giro di due anni…questa volta per volare in Lega Pro!

Tante le emozioni vissute durante la lunga cavalcata tra le varie tappe proposte dal girone H della serie D. Ogni domenica è stata un turbinio di suggestioni sin dall’esordio in quel di Scafati dove la vittoria ha tracciato il solco di una stagione vincente. La vittoria casalinga contro il Francavilla, poi, ha confermato quelle che sono state le sensazioni in terra campana. Capitolo a parte sono stati i derby casalinghi disputati e vinti rispettivamente contro Brindisi, Monopoli, Gallipoli, Grottaglie e Taranto vissuti tra l’estasi più totale ed uno stadio colmo di gente emozionata per gli ottimi risultati.

DSC_6543Sensazioni uniche, brividi e tanta soddisfazione per un lavoro ed un progetto che pian piano, tassello dopo tassello, andava componendosi. Il rullo compressore Fidelis ha continuato a muoversi in maniera spavalda inanellando vittorie importanti come quella casalinga contro la Cavese ma soprattutto quella di Bisceglie dove la rete allo scadere ha scatenato l’apoteosi biancazzurra nei cuori di dirigenza, squadra, staff e tifoseria.

Nel girone di ritorno la musica non è cambiata: la Fidelis leader incontrastata del girone ha continuato a conquistare punti fondamentali per la meritata vittoria finale. Il culmine di tale stagione è raggiunto a Cava de’ Tirreni quando, battendo per 3-2 i padroni di casa, la compagine federiciana ha conquistato il matematico accesso in Lega Pro.

La festa rimandata all’ultima gara casalinga contro il Bisceglie, poi, è stata non solo una passerella per calciatori, dirigenti e componenti dello staff, ma anche la miglior vetrina per mostrare a tutti orgogliosamente quanto bello sia emozionarsi per una lavoro svolto in maniera eccellente. 

 

 

Oggi la Fidelis

Dopo la straordinaria cavalcata della Fidelis verso il calcio professionistico, Francesco Fiore e soci per evitare di ripetere un’altra esperienza come quella di Francesco De Pasquale che ha portato al fallimento l’Andria Bat, hanno cominciato a guardarsi attorno per allargare la compagine societaria a nuovi imprenditori. Nella ricerca è stato coinvolto anche il sindaco della città federiciana Nicola Giorgino.

Così man mano che passavano i giorni la preoccupazione dei tifosi di non iscriversi al campionato di Lega Pro superava l’ottimismo. Il professor Gianni Pistillo, responsabile della scuola calcio della Fidelis, approfittando anche del progetto “Milan Junior Camp” raggiunse a Bari Fabio Sperduti per aiutarlo affinchè si riuscisse a coinvolgere un serio imprenditore. Così Sperduti individuò in Paolo Montemurro la miglior figura che rispondesse ai requisiti richiesti.

 

L’imprenditore barese della Nuova Meridionale Grigliati era già noto al mondo del calcio per aver provato a rilevare il Bari. La trattativa tra la vecchia dirigenza e Montemurro durò pochi giorni e si concretizzò ufficialmente il 19 giugno, giorno in cui ci fu la presentazione ufficiale dell’organigramma societario. Nel frattempo Montemurro coinvolse nel progetto anche Aldo Roselli il quale diventò il direttore generale oltre che socio del club biancazzurro. In seguito fu scelto Piero Doronzo nel ruolo di direttore sportivo e il tecnico Luca D’Angelo per guidare la squadra andriese tra i professionisti. Montemurro e Roselli in seguito sono stati affiancati da Gianfranco Cataldo e Antonio Turino, entrambi soci di minoranza. Il ruolo di Vicepresidente, ricoperto in un primo momento da Francesco Fiore, è attualmente rivestito da Sebastiano Acquaviva.

La seconda stagione calcistica targata Paolo Montemurro comincia con un gradito ritorno, quello di mister Favarin. E’ lui l’allenatore scelto dal Presidente Montemurro e dal Direttore Sportivo Doronzo, nella stagione 2016/2017, per provare a conquistare un posto utile nei play-off. Il ruolo di Direttore Generale, nella stagione precedente ricoperto da Aldo Roselli, viene affidato a Gianfranco Cataldo, già socio della Fidelis.